Avvocato Francesco Foggia

Assistenza legale nei settori amministrativo e penale


Le opinioni degli utenti

Roberto

Gent.mo Avvocato, la ringrazio per la sua disponibilità e celerità della risposta.

vittoria

Egregio Avvocato, La ringrazio per la sua risposta molto esauriente. Grazie per la sua professionalità e la sua chiarezza.

Tommaso

Un grande elogio per la qualità del sito e della consulenza legale online: risposte esaustive unite ad indicazioni concrete mi sono tornate utili e di grande valore. Considerando anche la velocità nel rispondere ci si rende conto del patrimonio di competenze già acquisite. Complimenti

Licenze commerciali

Il portale di informazione giuridica per il commerciante ed il piccolo-medio imprenditore

Possibilità di trasferire una Rivendita subito dopo la cessione

di Avv. Francesco Foggia | 4 dicembre 2017

^ Chiedi una consulenza legale online

Accade spesso di essere interessati all’acquisto e al subentro nella titolarità di una Rivendita Ordinaria al fine di esercitare la privativa in altro locale commerciale: spesso, infatti, l’investimento che si intende realizzare è quello di trasferire fuori zona la Rivendita, subito dopo la Sua cessione, in un locale commerciale ritenuto più vantaggioso dal punto di vista commerciale. Ci si scontra, spesso, però, con le resistenze dell’Agenzia Dogane e Monopoli – AAMS, la quale ritiene che il trasferimento fuori zona della Rivendita, a seguito della Sua cessione, può essere richiesto solo una volta trascorso un triennio dalla data di cessione.

Sul punto è da dire che, a livello normativo, la questione non è di semplice risoluzione: infatti, la normativa statale (D.M. 38/2013) non prevede la necessità di attendere un triennio dopo la cessione, per poter domandare il trasferimento in altra sede. Tuttavia, una vecchia circolare AAMS (la n.04/63406 del 25 settembre 2001) dispone che “Salvo i casi di forza maggiore , il trasferimento fuori zona, non può essere accordato se non siano trascorsi almeno tre anni dall’istituzione della rivendita o della cessione ai sensi dell’art. 31 della legge 22 dicembre 1957, n. 1293″. Dunque, pur non prevedendo la normativa principale la necessità di attesa di un periodo prima di domandare il trasferimento, l’Agenzia Dogane e Monopoli, nella maggior parte dei casi, rigetta le domande in tal senso rivolte, applicando la circolare del 2001 sopra richiamata.

La giurisprudenza amministrativa non è uniforme quanto alla individuazione della regola da applicare: parte dei Tar, infatti, ritengono illegittimo il diniego di trasferimento fuori zona, osservando che le disposizioni che sono contenute nella circolare non possono introdurre limiti alla libertà di impresa più restrittivi di quelli imposti dalla normativa statale; altri Tribunali amministrativi, invece, ritengono applicabile la circolare, in considerazione dell’art. 1 del Capitolato d’oneri per la vendita di generi di Monopolio, sottoscritto da ciascun titolare di Rivendita, il quale, all’art. 1 prevede che “l’appalto delle rivendite di generi di monopolio…è disciplinato…”, oltre che dalle disposizioni legislative e regolamentari ivi specificate, “dalle istruzioni dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato sul servizio di vendita ed infine dalle disposizioni del presente capitolato d’oneri e delle clausole contrattuali”, così consentendo l’applicazione anche delle circolari interne all’Agenzia.

E’ necessario, dunque, che i ricorsi che sono proposti in materia siano impostati nella consapevolezza della delicatezza e della particolarità della normativa che sommariamente si è esposta, al fine di sostenere le ragioni del titolare della Rivendita in modo pieno e chiaro, mirando ad incrementare le possibilità di successo dell’azione legale.


Tag: , , , ,

Categorie: Generi di monopolio


5 Commenti

  1. Andrea ha detto:

    Gentile avv. Foggia,
    come da Lei spiegato in questa sezione del suo sito, ho un quesito da chiederLe: devo cedere la Tabaccheria ad una persona, la quale, a cessione avvenuta, deve spostare la tabaccheria fuori zona, esattamente in un altro comune, a 15 km di distanza dalla sede attuale della tabaccheria.
    Nelle Sue risposte a precedenti post, ho visto che non è un problema la distanza di trasferimento e/o lo spostamento in un altro comune ( a patto che si rispetti la distanza minima e i parametri di redditività), ora però si pone la questione del triennio da trascorrere una volta ceduta la tabaccheria.
    Arrivo al punto. La mia tabaccheria si trova a 2,6 km dalla prima tabaccheria più vicina, a più di 2 km dal centro abitato principale, praticamente siamo in aperta campagna, in una strada collinare distante quindi dal centro del paese. La redditività della tabaccheria è bassissima ( la nostra attività principale infatti è la ristorazione, la tabaccheria è un sovrappiù), infatti nell’ultimo biennio non siamo arrivati a fare più di 2000€ (duemila) di aggi.
    La domanda è questa: posso rientrare quindi nel caso di cui al Titolo l°, lettera A) punto 5 della circ. n. 04/63406 del 25/09/2001, quindi l’acquirente può chiedere subito il trasferimento una volta acquistata la tabaccheria senza aspettare il Triennio giusto?
    Mi scuso se mi sono dilungato ma volevo far capire bene la questione. Cordiali Saluti
    Andrea

    • Avv. Francesco Foggia ha detto:

      Gent. sig. Andrea,
      la indicazione contenuta nella Circolare da Lei indicata riguarda i trasferimenti delle Rivendite ordinarie fuori zona e disciplina, in particolare, le condizioni per poter ottenere l’autorizzazione al trasferimento: non indica, invece, una deroga alla norma che impone (o che imporrebbe, per meglio dire) l’attesa del triennio di esperimento prima di ottenere il trasferimento. In altri termini, secondo l’impostazione interpretativa più restrittiva (a mio modo di vedere, contraria alla attuale normativa), il cessionario della Sua attuale Rivendita dovrebbe attendere tre anni nell’attuale sede, per constatare che la posizione attuale non agevola il commercio di tabacchi, per poi poter domandare il trasferimento. Come chiarisco nel post e come ben si comprende dal tenore di varie risposte che ho fornito sul presente blog, trovo questa interpretazione contraria al parametro normativo, in quanto introduce divieti non espressamente previsti dalla legge. La giurisprudenza, tuttavia, è divisa sul punto e non esiste, quindi, una linea interpretativa prevalente dinanzi al giudice amministrativo: nel caso in cui, dunque, l’amministrazione dei monopoli rigetti la domanda di trasferimento, è possibile proporre ricorso al Tar, facendo valere la strada interpretativa più favorevole agli interessi commerciali del ricorrente, provando a convincere il Tribunale amministrativo ad aderirvi (o sperando che il giudice amministrativo già sia convinto della lettura della norma più garantista e rispettosa del diritto di libertà delle scelte imprenditoriali).
      Cordiali saluti

      • Andrea ha detto:

        Gentile avv. Foggia,
        intanto La ringrazio per la risposta che mi ha dato. In una sua risposta ad un post nella sezione “Rispetto della concorrenza e trasferimento rivendite tabacchi” del 2 aprile 2016, alla questione presentata dal Sig. Federico, lei afferma che:
        – il “periodo di esperimento” si riferisce all’ultimo trasferimento eseguito e non al cambio di titolarità; se la Rivendita che acquista è situata in un determinato luogo da molti anni, non deve attendere alcun periodo prima di domandare il trasferimento. –
        La mia Tabaccheria ha una licenza che ha più di 40 anni, sempre posseduta dalla mia famiglia, ed è rimasta sempre nella solita sede di origine; tenendo presente questo, il cosiddetto “periodo di esperimento” non può essere applicato quindi se io cedo la mia tabaccheria e poi l’acquirente chiede il trasferimento immediato giusto? La ringrazio ancora molto per la Sua disponibilità.
        Andrea

        • Avv. Francesco Foggia ha detto:

          Gent. sig. Andrea,
          nella risposta da Lei richiamata esponevo la mia tesi, suffragata, peraltro, da una parte (a mio avviso maggiormente attenta) della giurisprudenza amministrativa; tuttavia, come indicato nel post e come già specificatovi nella risposta in precedenza fornitavi, tale tesi non è unanimamente seguita, in quanto c’è chi (amministrazioni compartimentali, in primis), applicando la vecchia circolare AAMS 2001, ritiene necessario il trascorrere di un triennio dalla cessione prima del trasferimento della rivendita. Dunque, se Lei richiede la mia opinione sulla Sua questione, ritengo che il cessionario della Sua rivendita non debba attendere un triennio per poterla trasferire (e tale opinione è confermata da una certa interpretazione dell’attuale normativa e da una parte della giurisprudenza); Le segnalo, altrettanto, però, che tale interpretazione non è pacifica e, pertanto, potrebbe andare incontro ad un provvedimento di rigetto della domanda di trasferimento da parte dell’Agenzia Dogane e Monopoli.
          Il diritto, purtroppo, condivide con la matematica il principio della logica, ma non quello della univocità, per cui è soggetto ad interpretazioni, talvolta anche molto diverse.
          Cordiali saluti
          Avv. Francesco Foggia

          • Andrea ha detto:

            La ringrazio moltissimo per la disponibilità e per la Sua competenza in materia. Buone feste! Saluti
            Andrea


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Autore del template: Marco Foggia