Avvocato Francesco Foggia

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Le opinioni degli utenti

Roberto

Gent.mo Avvocato, la ringrazio per la sua disponibilità e celerità della risposta.

vittoria

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Tommaso

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Il recupero dell’indebito oggettivo va effettuato al netto e non al lordo

di Avv. Francesco Foggia | 20 marzo 2018

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Capita, nell’esperienza di servizio, che l’amministrazione possa riconoscere e pagare al proprio dipendente, militare o meno, somme di danaro, a titolo di retribuzioni o di indennità, successivamente poi verificate come non dovute e, dunque, erogate solo per errore: la fattispecie, regolata dall’art. 2033 cod. civ., dà luogo al recupero dell’indebito oggettivo, per tali intendendosi quelle somme erogate dall’amministrazione per semplice svista, per errore.

Orbene, la giurisprudenza amministrativa ha precisato in numerose occasioni che il recupero dell’indebito oggettivo che l’amministrazione è titolata ad effettuare può riguardare solo il netto, dovendosi ritenere legittimo il recupero delle sole somme entrate materialmente ed effettivamente nella sfera patrimoniale del soggetto, dunque nella sua effettiva disponibilità, e non già di quelle trattenute dalla amministrazione in qualità di sostituto d’imposta e a titolo di contributi previdenziali, che il dipendente non ha, invece, mai percepito.

Per quanto il principio sia ben riconosciuto e ripetuto in giurisprudenza, è sempre bene verificare, qualora si subisca un recupero dalla propria amministrazione, se le somme che la stessa domanda sono richieste al netto o al lordo, potendosi, in tale ultima ipotesi, domandare la riduzione della somma dovuta.

Chiaramente, a completamento, va detto che va sempre verificata la legittimità, non di meno, della pretesa sostanziale al recupero e, cioè, se l’amministrazione effettivamente erogava delle somme senza motivo (dunque, per errore) o se, invece, vi fosse una ragione ben precisa che sovrintendeva alla erogazione (cfr. precedente POST per un caso particolare)


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Categorie: Retribuzioni e indennità



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Autore del template: Marco Foggia