Avvocato Francesco Foggia

Assistenza legale nei settori amministrativo e penale


Le opinioni degli utenti

Paola

Grazie come sempre molto professionale.

gioanni

salve a tutti ....... secondo me l'avvocato foggia è un grande avvocato

Paolo Padovani

Credo che il servizio da Lei offerto sia più unico che raro e quindi di inestimabile valore. Ho ottenuto molto più da Lei in 5 righe di email che da un'ora di consulenza (remunerata) da "colleghi" interpellati direttamente. Un grazie di cuore per il tempo che dedica a tutti noi.

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Militari e diritto

Il portale di informazione giuridica per il personale militare delle Forze Armate

E’ legittimo l’uso di atti d’ufficio in funzione del diritto di difesa

di Avv. Francesco Foggia | 27 luglio 2013

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Le norme sulla correttezza disciplinare e, in alcuni casi, quelle a tutela della segretezza di atti di ufficio “classificati”, impongono al militare di non utilizzare gli atti di ufficio, se non acquisiti all’esito di un regolare procedimento di accesso, regolato dalla normativa statale: ciò, tuttavia, può comportare serie limitazioni, allorché l’importanza degli atti in questione rileva anche indirettamente su altre situazioni e posizioni soggettive la cui importanza può essere ritenuta pari a quella della riservatezza dell’ufficio.

In particolare, può capitare che la difesa di se stessi in un determinato procedimento (penale, amministrativo, disciplinare) debba necessariamente passare per l’utilizzo di atti d’ufficio. Caso paradigmatico, portato all’attenzione della magistratura amministrativa, è quello di un dirigente di P.S., il quale ha utilizzato per la propria difesa in un procedimento, atti d’ufficio, nella disponibilità del dirigente per ragioni inerenti il servizio d’istituto, inerenti la rotta di una nave militare statunitense, in ingresso nel porto posto sotto il controllo di quello stesso dirigente: contro lo stesso , dunque, era iniziato un procedimento disciplinare per aver egli utilizzato gli atti in questione senza averli ottenuti all’esito di un regolare procedimento di accesso ed in violazione della riservatezza di fatti noti solo all’ufficio.

Il Tar catanese accoglieva, quindi la domanda del dirigente di P.S. volta all’annullamento del richiamo orale ricevuto all’esito del procedimento disciplinare, ritenendo che l’omessa attivazione della procedura di accesso agli atti si risolveva in un inadempimento solamente formale, dal momento che gli atti erano nella disponibilità del dirigente in ragione del s.d.i. prestato, nonché dato che gli stessi atti dovevano necessariamente essere oggetto di ostensione, atteso il precipuo fine di difesa del dirigente, tutelato dall’art. 24 Costituzione.


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Categorie: Sanzioni disciplinari



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Un commento

  1. APPROFONDIMENTI scrive:

    La tematica è altresì trattata su due portali specializzati, che richiamano al presente BLOG: sono il portale GRNET (“Giustizia: pur di non dare ragione ad un Carabiniere, due sezioni del Consiglio di Stato si sconfessano a vicenda – GrNet.it – Network su Sicurezza e Difesa”) e il portale INFODIFESA (LINK)


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Autore del template: Marco Foggia