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    • MaurizioLa ringrazio infinitamente per la chiarissima ed asaustiva risposta. Faccio tesoro di quanto da lei espostomi e spero di poterlo sfruttare nelle sedi opportune, per quanto dubiti oramai della giustizia italiana. Cordialmente la saluto e le auguro buon lavoro.
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Somministrazione di cibi e bevande all’interno di circoli privati

di Avv. Francesco Foggia | 20 novembre 2011

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I circoli privati sono destinatari di una normativa semplificata per la loro costituzione, in quanto, essendo sostanzialmente delle associazioni, sono, come tali, riconosciute e tutelate dalla stessa Costituzione: presso le stesse, sarà possibile anche la somministrazione di cibi e bevande ai soci, dietro rilascio dell’apposita autorizzazione. Tuttavia, bisogna tener presente che l’attività di somministrazione, ancorché autorizzata, deve essere diretta esclusivamente ai soci dello stesso circolo o di altro circoli facente parte della stessa organizzazione.

Non è consentita dalla legge, invece, la somministrazione rivolta ad un pubblico indiscriminato o quella effettuata ad un circolo non affiliato ad un ente riconosciuto (art. 3 d.P.R. 235/2001), in quanto tale attività rientra tra quelle contingentate dalla legge 25 agosto 1991, n. 287.

Sono equiparati, ai fini delle sanzioni, tanto il gestire l’attività abusiva di somministrazione ai soci, quanto il consentire la somministrazione stessa ai non soci. La sanzione amministrativa è stata innalzata dall’art. 64 D.Lgs. 26 marzo 2010, n. 59, che l’ha fissata da un minimo di €2.500 ad un massimo di €15.000. Alla sanzione amministrativa sopra indicata se ne può affiancare, sussistendone i requisiti, una di carattere penale per le dichiarazioni mendaci circa requisiti e presupposti per l’inizio attività, che prevede la reclusione da uno a tre anni, ove il fatto non costituisca più grave reato.


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Categorie: Circoli privati, Licenza somministrazione cibi e bevande


2 Commenti

  1. rosellaitaly scrive:

    oggi, 07/09/2012, a seguito delle liberalizzazioni che hanno tolto il contingentamento, i circoli potrebbero somministrare anche al pubblico indiscriminato?

    • avvocatofoggia scrive:

      L’istituto della liberalizzazione delle licenze commerciali implica l’illegittimità di tutti quei provvedimenti ed i Regolamenti emanati dalle pubbliche amministrazioni volti a limitare l’apertura di nuovi esercizi di somministrazione al pubblico. Ciò non toglie che la qualificazione di un esercizio come “circolo privato”, impone allo stesso di rivolgere la propria attività di somministrazione di alimenti e bevande ai soli soci, sussistendo uno specifico divieto normativo di indirizzare tali attività nei confronti del pubblico: continua, infatti, ad essere vigente nell’ordinamento l’art. 86 comma 1 T.U.L.P.S., il quale impone che l’attività di somministrazione di cibi e bevande all’interno dei circoli privati, sia riservata ai soli soci. Il vincolo in questione, peraltro, esce rafforzato dall’introduzione nell’ordinamento giuridico dell’art. 13, comma 2 D.L. n. 5/2012, convertito nella Legge n. 35/2012, che, nell’abrogare l’art. 159 Regolamento esecutivo TULPS, ha così ribadito il vincolo di destinazione ai soli soci dell’attività di somministrazione da parte del circolo privato.
      Ben si tenga conto, tuttavia, che il vincolo in questione non impedisce che nel circolo privato si rivolga l’attività di somministrazione a terzi non soci, qualora gli stessi siano presentati dai soci del circolo e siano dagli stessi accompagnati.


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Autore del template: Marco Foggia


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